Il Sud Sudan, una delle nazioni più giovani del mondo, sta dimostrando come lo sport possa diventare molto più di una competizione: uno strumento di identità nazionale, partecipazione giovanile e costruzione della pace.
Negli ultimi anni il Paese ha raggiunto risultati sportivi capaci di attirare l’attenzione internazionale. Il percorso della nazionale di pallacanestro rappresenta uno degli esempi più significativi.
Dopo essersi affermato come migliore squadra africana alla FIBA Basketball World Cup 2023, il Sud Sudan ha conquistato per la prima volta nella propria storia la qualificazione ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Un risultato straordinario per una giovane nazione indipendente dal 2011.
A Parigi è arrivato un altro momento storico: nella sua prima partita olimpica, la nazionale sudsudanese ha ottenuto anche la sua prima vittoria ai Giochi, mostrando al mondo come lo sport possa contribuire a rappresentare un Paese attraverso il talento, la disciplina e un’identità condivisa.
Ma il valore di questo percorso va oltre i risultati agonistici.
Nel marzo 2026 il Sud Sudan ha adottato la sua prima National Sports Policy e la National Youth Development Policy, creando un nuovo quadro nazionale rivolto alla partecipazione dei giovani e allo sviluppo dello sport. Si tratta di un passaggio importante per un Paese nel quale le nuove generazioni possono rappresentare una delle principali risorse per il futuro.
La stessa strategia nazionale di sviluppo del Sud Sudan individua tra i propri obiettivi il rafforzamento delle politiche per giovani, cultura e sport e l’empowerment dei giovani attraverso sport, formazione e sviluppo delle capacità.
Per la WOS-IPSP, organizzazione intergovernativa, esperienze come quella sudsudanese meritano attenzione perché mostrano una dimensione della sicurezza internazionale che non può essere limitata alla sola gestione dei conflitti.
Costruire la pace significa anche offrire alle nuove generazioni opportunità, educazione, partecipazione e luoghi nei quali imparare il rispetto delle regole e dell’altro.
Un campo sportivo può diventare uno di questi luoghi.
Quando giovani provenienti da comunità differenti indossano la stessa maglia, condividono un obiettivo e imparano a riconoscere nell’altro non un nemico ma un compagno o un avversario da rispettare, lo sport assume una funzione sociale che supera il risultato di una partita.
È anche una forma di diplomazia attraverso lo sport.
La WOS-IPSP considera pertanto con particolare interesse le politiche e le iniziative che pongono giovani e sport all’interno dei processi di sviluppo, coesione sociale e costruzione della pace, ed esprime la propria disponibilità a favorire forme di dialogo e cooperazione istituzionale con le autorità della Repubblica del Sud Sudan nei settori della pace, della partecipazione giovanile e della diplomazia sportiva.
In un’epoca nella quale troppe nuove generazioni continuano a conoscere il linguaggio della divisione prima ancora di quello della cooperazione, ogni investimento nei giovani rappresenta un investimento nella stabilità futura.
Lo sport non sostituisce la diplomazia. Ma può creare gli incontri, la fiducia e i legami umani sui quali anche la diplomazia può costruire la pace.
WOS-IPSP
World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace


