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PERMANE LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO
LA RESPONSABILITA’ DEGLI STATI SULLA VITA SOCIALE E SULLE LIBERTA’.

di Viktor busà Lord Presidente del Parlamento Mondiale degli Stati.

Da oltre due anni si combatte una guerra assurda e fuori dal tempo, che ha visto nella Bosnia Erzegovina migliaia di vittime innocenti, soprattutto bambini. Purtroppo questo conflitto etnico-religioso tra Serbo-Bosniaci e Musulmani di Bosnia, continua ancora oggi, benché i responsabili politici di queste due fazioni di lotta abbiano sottoscritto un accordo per il “cessate il fuoco” prima, e per una “tregua a tempo indeterminato” dopo, con la garanzia di un Rappresentante delle Nazioni Unite.

Recentemente abbiamo assistito con impotente disagio all’immane sterminio commesso nel Ruanda, durante la guerra civile che ha visto contrapposte due tribù, gli Hutu e i Tutsi. Anche lì, migliaia sono state le vittime, in particolar modo bambini, donne e anziani.

Oggi inizia un altro conflitto, simile al precedente, nel vicino Stato del Burundi, e di già si contano le prime centinaia di morti. Che dire poi altre guerre e guerriglie, alquanto sanguinose, di cui si tace o si cerca di minimizzarne la gravità all’opinione pubblica internazionale?

Ricordiamo la guerra tra Russia e Cecenia, con le migliaia di vittime di ambo le parti; i sanguinosi conflitti tra Turchi, Iracheni e Curdi, quest’ultimi “colpevoli” di rivendicare la libertà del Popolo e la propria sovranità come Stato Indipendente.

E ancora il recente conflitto, per fortuna di breve durata, fra Perù ed Ecuador, per l’accaparramento di un vasto territorio di confine ricco di miniere d’oro. Un’altra minaccia alla fragile pace viene dal continuo logoramento politico-sociale tra il Governo Israeliano e i Palestinesi di Yasser Arafat, relegati sulla Striscia di Gaza in seguito ad un Accordo di Pace firmato a Washington, con l’avallo del Presidente degli Stati Uniti D’America, Bill Clinton. Ancora, si dovranno fare i conti con l’Integralismo Islamico, promosso dall’Iraq, dal Sudan, dall’Iran e da altri Stati Musulmani osservanti il Corano, e che compie attentati sanguinosi e devastanti in Algeria, Egitto, India, Pakistan e Turchia.

Senza contare che in Giappone una fanatica setta religiosa progettò l’eliminazione di oltre dieci milioni di persone con il gas nervino, il vile attentato nella Metropolitana di Tokyo, ha provocato la morte di un migliaio di ignari cittadini. In questi fatti disastrosi è constatato quanto la vita umana non sia più tenuta in considerazione, perdendo quella sacralità di valori divini agli occhi dell’uomo, che ne è il beneficiario.

“Homo omini, lupus”, direbbero gli antichi Romani; questa nota suonerebbe come grave offesa all’amico lupo, tenuto conto che quest’animale, nelle lontane foreste asiatiche, ha perfino allevato e adottato bambini, abbandonati e destinati a morte certa. Quindi si deduce chiaramente che l’uomo è la peggiore belva che esista al Mondo, con la sua ferocia assassina e il suo perfido cinismo, soprattutto nelle imprese belliche attivate per lo sterminio di vittime innocenti, oggi più che mai bambini indifesi e impauriti.

Volendo studiare nell’uomo questa regressione etico-sociale, dal punto di vista psichiatrico possiamo affermare, senza dubbio, che l’uomo contemporaneo è affetto da una fissazione ossessiva egocentrica, che agisce secondo la propria “forma mentis”, creando cosi intorno a sé una vita completamente diversa dalla realtà cosmica in cui vegeta, con fantasmagorie che esaltano l’odio, la vendetta e l’annientamento per il potere, quest’ultimo applicato secondo il proprio IO allo stato formale e asociale, ossia primitivo-brutale. Questi individui sono ritenuti socialmente pericolosi, soprattutto se essi detengono il potere politico ed il governo dei Popoli; infatti, tali soggetti – psicopatici e irrecuperabili – spesso sono esecutori di ogni sorta di stragi, eccidi, guerre, persecuzioni e torture indicibili, rimedi che loro definiscono come derivanti da una “giustizia efficace per la salvezza dell’umanità”, la cosiddetta “pulizia etico-religiosa”.

Spesso questi individui avvertono un gran vuoto mentale che uccide i sentimenti affettivi, morali e soprattutto spirituali.

Di conseguenza, questi soggetti psicopatici sono istrionici, depressi, fanatici e cinici: Si fanno scudo della religione, della patria, e della giustizia, calpestano i sacri ed inviolabili Diritti dell’Uomo, come la Libertà e la Vita.

La causa principale di tali sconvolgimenti psichici, – purtroppo contagiosi sull’irrazionale e collettivi nell’internazionalità del fenomeno – è l’egocentrismo, un male prodotto dall’ignoranza, dalla superbia, dall’invidia, dall’odio e dalla bramosia del potere e del denaro.

Al punto in cui si trova oggi l’umanità, le speranze per isolare il male e curarlo con attenzione e rigorosità psichiatrica, sono alquanto minime, tenuto conto che la maggior parte delle Nazioni vive nello squilibrio totale che ha di fatto bloccato l’evoluzione democratica della riforma all’ evoluzione sociale, imponendo cosi la politica della morte e della distruzione, per innalzare il tempio alle ambizioni dalle vanità personali, mascherate da falsi sentimentalismi patriottici, religiosi ed etnici.

In questa rapida cronistoria bellica degli ultimi anni, abbiamo visto che i bambini sono stati le principali vittime dell’odio e della ferocia dei soldati e dei cecchini criminali.

Nel 1959 le Nazioni Unite promulgarono la Dichiarazione dei Diritti dei Bambini, la quale rappresenta la versione riveduta e corretta di una precedente Dichiarazione adottata già nel lontano 1929 della Società delle Nazioni. Purtroppo la carta dei diritti del bambino non comporta un vincolo legale per le Nazioni interessate al problema. Su tale imperfezione giuridica è intervenuto il Governo Polacco, che nel 1978 ha sollecitato la Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani a promulgare una Convenzione dei Diritti del Bambino che applicherà i princìpi della precedente Dichiarazione, vincolando cosi gli Stati che la sottoscriveranno.

Per ragioni di spazio non possiamo pubblicare l’intera Dichiarazione sopra citata, che consta ben 10 articoli, ma ci limitiamo comunque a comunicare che nella Repubblica di Macedonia, precisamente a Skopje, opera la Prima Ambasciata dei Fanciulli “Medjasi”, che si occupa di tutelare soprattutto nell’ex Jugoslavia, i diritti dei minori, in particolar modo i bambini oggetto di violenza, di odio e persino di morte da parte degli adulti.

Questa Organizzazione Internazionale è riconosciuta dal Governo Macedone ed applica alla lettera la Dichiarazione dei Diritti dei Bambini, approvata dalle Nazioni Unite nel 1959 e rinnovata nel 1976. Anche l’Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale degli Stati promulga la Carta Internazionale sulla Protezione della Vita, documento fondamentale per combattere ogni forma di criminalità e di crudeltà contro il genere umano, il 15 gennaio 1976.

La carta con i suoi 20 Articoli, promuove la difesa della Vita come sviluppo delle generazioni future.

Purtroppo sono stati presi pochissimi o addirittura nessun provvedimento che garantisse all’umanità tali inalienabili e sacri Diritti, peraltro approvati dalle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948 con la nota Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, rinnovata con la Carta Internazionale sulla Protezione della Vita Umana, emessa dall’ Organizzazione Mondiale degli Stati.

Soltanto il 2% delle Nazioni osserva le sopra citate Dichiarazioni sui Diritti dell’Uomo, mentre dilaga nel Mondo ogni sorta di persecuzione poliziesca e giudiziaria, razzismo, tribalismo, fanatismo religioso e settario, odio etnico e la politica di morte tanto osannata da certi regimi tirannici e sanguinari. Uno storico evento per il progresso socio-politico dell’Africa avvenne nel 1994 con l’elezione a Presidente della Repubblica del Sud Africa del Dr. NELSON MANDELA, Leader dell’African National Congress e Premio Nobel per la Pace. Il Presidente Mandela, detenuto ingiustamente per oltre vent’anni per aver combattuto in maniera estenuante la politica razzista dell’Apartheid di Peter Botha, oggi è considerato l’eroe africano che ha pacificato il Sud Africa, liberando dalla schiavitù e dalla persecuzione razziale l’intero popolo sud africano conferendogli dignità, indipendenza e giustizia.

Per tale nobile impegno politico, il Consiglio di Presidenza dell’ Organizzazione Mondiale degli Stati gli ha assegnato il “Trofeo della Pace 1995″.

 

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