25 agosto 2026

A nove anni dall’esodo di massa dei Rohingya dal Myanmar, l’emergenza umanitaria rimane irrisolta e richiede una rinnovata attenzione da parte della comunità internazionale.

Nell’agosto 2017, oltre 750.000 Rohingya furono costretti a fuggire dal Myanmar in seguito alle violenze nello Stato di Rakhine. Oggi oltre un milione di rifugiati Rohingya registrati vive in Bangladesh, principalmente nei grandi insediamenti di Cox’s Bazar.

La WOS-IPSP, organizzazione intergovernativa, esprime preoccupazione per il rischio che un’emergenza umanitaria di tali dimensioni venga progressivamente normalizzata con il trascorrere del tempo.

Secondo le Nazioni Unite, circa 1,2 milioni di rifugiati Rohingya si trovano attualmente in Bangladesh. Nel maggio 2026, le Nazioni Unite e i loro partner umanitari hanno lanciato un appello per 710,5 milioni di dollari destinati a rispondere ai bisogni più urgenti dei rifugiati e delle comunità locali che li accolgono.

Ma questa crisi non può essere affrontata esclusivamente attraverso l’assistenza umanitaria.

WOS-IPSP sottolinea che ogni rifugiato ha diritto alla dignità, alla sicurezza e alla protezione e che qualsiasi futuro ritorno in Myanmar dovrà avvenire volontariamente, in condizioni di sicurezza, in maniera sostenibile e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Allo stesso tempo, la comunità internazionale deve riconoscere lo straordinario peso umanitario sostenuto per anni dal Bangladesh e garantire un sostegno adeguato sia alla popolazione rifugiata sia alle comunità che la ospitano.

Il perdurare del conflitto in Myanmar, le difficoltà nell’accesso umanitario, l’insicurezza alimentare e l’insufficienza delle risorse disponibili dimostrano che la crisi dei Rohingya necessita di un impegno internazionale costante e non di un’attenzione limitata ai momenti di maggiore emergenza.

WOS-IPSP invita pertanto gli Stati, le organizzazioni internazionali e gli attori umanitari a rafforzare la cooperazione in tre ambiti fondamentali: la protezione e l’assistenza alle popolazioni sfollate, il sostegno alle comunità ospitanti e il rilancio degli sforzi diplomatici necessari a creare le condizioni per una soluzione politica duratura.

La tragedia dei Rohingya richiama inoltre un principio che dovrebbe essere universale:

la dignità di un popolo non può dipendere dal peso geopolitico del Paese in cui vive.

La pace e la sicurezza internazionale devono proteggere i più vulnerabili con la stessa determinazione, ovunque essi si trovino.

WOS-IPSP rinnova quindi il proprio sostegno al dialogo multilaterale e alla cooperazione internazionale affinché possano essere create le condizioni perché il popolo Rohingya possa un giorno tornare nella propria terra volontariamente, in sicurezza e con dignità.

WOS-IPSP
World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace

Fonte: UNHCR – Rohingya Emergency