WOS-IPSP richiama alla responsabilità internazionale dopo la posizione congiunta di Italia, Francia, Germania e Regno Unito sul progetto E1
La decisione di Italia, Francia, Germania e Regno Unito di chiedere a Israele di fermare il progetto di espansione degli insediamenti nell’area E1 della Cisgiordania rappresenta un segnale politico che merita attenzione.
I quattro Paesi europei hanno definito inaccettabile la pubblicazione delle gare relative al progetto E1 e hanno chiesto al Governo israeliano di ritirare i piani e di interrompere l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania.
La World Organization of States – WOS-IPSP, organizzazione intergovernativa, ritiene necessario richiamare l’attenzione non soltanto sulla singola decisione, ma sulle conseguenze che essa può determinare per il futuro dell’intera regione.
L’area E1, situata tra Gerusalemme Est e Ma’ale Adumim, riveste infatti un’importanza strategica particolare. Il progetto complessivo prevede la realizzazione di 3.412 unità abitative e potrebbe incidere profondamente sulla continuità territoriale della Cisgiordania, rendendo ancora più difficile la prospettiva di uno Stato palestinese territorialmente sostenibile.
La questione supera pertanto la dimensione urbanistica.
Riguarda direttamente la possibilità di mantenere aperta una prospettiva politica fondata sulla coesistenza di due Stati, israeliano e palestinese, capaci di vivere fianco a fianco in condizioni di sicurezza, dignità e reciproco riconoscimento.
WOS-IPSP ribadisce che la sicurezza del popolo israeliano e il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione non devono essere considerati principi incompatibili.
Una pace duratura non può essere costruita negando i diritti dell’una o dell’altra parte.
Allo stesso tempo, il diritto internazionale perde progressivamente la propria forza quando viene richiamato nelle dichiarazioni diplomatiche ma non riesce a tradursi in comportamenti coerenti da parte della comunità internazionale.
È proprio questo uno dei problemi centrali dell’attuale sistema multilaterale.
Quando le risoluzioni, gli appelli e le dichiarazioni vengono ripetuti senza riuscire a modificare le dinamiche sul terreno, non viene indebolita soltanto una determinata posizione diplomatica: viene indebolita la fiducia stessa nelle istituzioni internazionali.
La crisi israelo-palestinese dimostra ancora una volta quanto sia necessario rafforzare un ordine internazionale nel quale le regole siano applicate con coerenza e nel quale la sovranità, la dignità e i diritti dei popoli non dipendano dal loro peso politico, economico o militare.
La WOS-IPSP sostiene da tempo la necessità di un multilateralismo più equilibrato, capace di restituire centralità al principio dell’uguaglianza sovrana degli Stati e di rafforzare gli strumenti della diplomazia preventiva.
La recente “One State, One Vote Initiative” nasce precisamente dalla convinzione che il sistema internazionale debba essere rafforzato, non indebolito, e che le Nazioni Unite debbano continuare a rappresentare il principale pilastro del multilateralismo mondiale.
Per questo la posizione assunta congiuntamente da Italia, Francia, Germania e Regno Unito può rappresentare un passaggio importante, purché contribuisca a riaprire uno spazio concreto per la diplomazia.
La comunità internazionale deve lavorare affinché vengano evitati nuovi atti unilaterali capaci di rendere irreversibile la frammentazione territoriale e sempre più distante una soluzione politica negoziata.
La pace non nasce dalla cancellazione dell’altro. Nasce dal riconoscimento reciproco dei diritti, dalla sicurezza condivisa e dal rispetto delle regole comuni.
WOS-IPSP invita pertanto tutte le parti e la comunità internazionale a privilegiare il dialogo, il diritto internazionale e la responsabilità multilaterale, preservando concretamente la possibilità di una soluzione negoziata che garantisca sicurezza a Israele, dignità e autodeterminazione al popolo palestinese e stabilità all’intera regione.
In Medio Oriente, come nel resto del mondo, il multilateralismo conserva il proprio valore soltanto quando alle parole seguono responsabilità e azioni coerenti.


