L’Afghanistan si trova di fronte a una nuova e drammatica emergenza umanitaria. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle Nazioni Unite, durante il prossimo inverno circa 19,2 milioni di persone rischiano di trovarsi in condizioni di grave insicurezza alimentare, mentre cinque milioni potrebbero raggiungere livelli di emergenza, una condizione che precede la carestia.

La crisi colpisce soprattutto i bambini, le donne e le famiglie più vulnerabili, già provate da decenni di conflitti, instabilità economica, siccità e progressiva riduzione degli aiuti internazionali.

Secondo le proiezioni dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), nel 2027 oltre quattro milioni di bambini piccoli potrebbero necessitare di cure per malnutrizione acuta. Di questi, più di un milione rischia forme particolarmente gravi.

La situazione è ulteriormente aggravata dalla chiusura o sospensione delle attività di circa un terzo dei centri nutrizionali del Paese, principalmente a causa della mancanza di finanziamenti.

LA FAME NON PUÒ DIVENTARE UNA CONSEGUENZA DELL’ISOLAMENTO INTERNAZIONALE

La World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP) esprime profonda preoccupazione per il deterioramento delle condizioni umanitarie in Afghanistan e richiama l’attenzione della comunità internazionale sulla necessità di separare le questioni politiche dalla tutela della vita umana.

Le divergenze diplomatiche e le preoccupazioni relative ai diritti fondamentali non possono tradursi nell’abbandono delle popolazioni civili.

L’accesso al cibo, all’acqua potabile, all’assistenza sanitaria e ai servizi essenziali deve rimanere una priorità assoluta, indipendentemente dal contesto politico.

LA DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE

L’Ambasciatore Alfredo Maiolese, Segretario Generale della WOS-IPSP, dichiara:

“Non possiamo accettare che nel XXI secolo milioni di esseri umani siano costretti a vivere nell’incertezza di poter mangiare il giorno successivo. Quando un bambino soffre la fame, non esistono confini, differenze politiche o religiose che possano giustificare l’indifferenza.

La comunità internazionale deve comprendere che la fame non è uno strumento diplomatico e che nessuna controversia politica può avere come conseguenza la sofferenza di un intero popolo.

Salvare una vita umana significa difendere la dignità dell’umanità intera. L’Afghanistan non deve essere dimenticato.”

UN APPELLO PER UN’AZIONE UMANITARIA IMMEDIATA

La WOS-IPSP invita gli Stati, le organizzazioni internazionali e i soggetti impegnati nella cooperazione umanitaria a rafforzare gli interventi attraverso:

1. Il ripristino e il finanziamento dei programmi alimentari di emergenza.
2. La protezione dei bambini dalla malnutrizione e il sostegno ai centri sanitari.
3. La garanzia di accesso umanitario sicuro e senza discriminazioni.
4. Il sostegno all’agricoltura locale e alla sicurezza alimentare delle comunità rurali.
5. Il rafforzamento della cooperazione internazionale per favorire la stabilità economica e sociale del Paese.

L’avvicinarsi dell’inverno rende ogni ritardo particolarmente pericoloso.

LA PACE SI COSTRUISCE ANCHE COMBATTENDO LA FAME

La WOS-IPSP ribadisce che la sicurezza internazionale non può essere misurata esclusivamente attraverso l’assenza di conflitti armati.

Una pace autentica richiede condizioni di vita dignitose, sicurezza alimentare, accesso all’istruzione, tutela della salute e rispetto dei diritti fondamentali.

L’Afghanistan rappresenta oggi una prova concreta della capacità della comunità internazionale di trasformare i principi di solidarietà in azioni effettive.

La fame non può attendere la soluzione delle controversie politiche. La vita umana deve venire prima di ogni altra considerazione.

Segretariato Generale
World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP)

Fonte: UN News – “One step away from famine: Inside Afghanistan’s hunger crisis”; aggiornamenti OCHA, ottobre 2026.