Biofilia, acqua, mobilità, alimentazione e tecnologia: un’esperienza urbana che invita a riflettere sul valore delle politiche di lungo periodo
WOS-IPSP – World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace, organizzazione intergovernativa
La crescita delle città rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo. Popolazione urbana, edifici, infrastrutture e domanda di risorse continuano ad aumentare, mentre cambiamento climatico, disponibilità di acqua, sicurezza alimentare e qualità dell’aria richiedono risposte sempre più lungimiranti.
In questo contesto, Singapore rappresenta un caso di studio di particolare interesse.
Non perché ogni città possa o debba riprodurne il modello, ma perché mostra cosa può essere realizzato quando pianificazione urbana, ricerca, tecnologia, ambiente e qualità della vita vengono affrontati attraverso strategie di lungo periodo.
Una città costruita anche intorno alla natura
Singapore ha progressivamente sviluppato il concetto di “City in Nature”, andando oltre l’idea tradizionale della città nella quale il verde è confinato in alcuni parchi.
La natura entra nell’ambiente urbano.
Alberi, giardini, corridoi ecologici, tetti verdi, terrazze vegetate e spazi naturali vengono integrati nella pianificazione e, in diversi casi, direttamente nell’architettura.
È una concreta applicazione della biofilia urbana: progettare gli spazi nei quali l’uomo vive mantenendo una relazione con la natura.
Singapore ha già destinato circa 7.800 ettari a riserve naturali, aree naturali, parchi e altri spazi verdi. Il Green Plan prevede inoltre nuovi obiettivi per i prossimi anni, compreso quello di portare ogni abitazione entro dieci minuti a piedi da un parco.
Il principio è particolarmente interessante per le città che crescono verticalmente.
Quando manca spazio al suolo, anche tetti, facciate, terrazze e differenti livelli dei grandi edifici possono contribuire a riportare il verde nella città.
La vegetazione, inoltre, non rappresenta soltanto un elemento estetico. Può contribuire all’ombreggiamento, alla mitigazione del calore urbano, alla biodiversità e alla qualità complessiva degli spazi. La stessa strategia nazionale di Singapore collega l’espansione del verde a ombra più fresca e aria più pulita.
Quando la natura entra anche in aeroporto
Un esempio emblematico è rappresentato dal complesso Jewel dell’aeroporto Changi.
Al suo interno si trovano oltre 2.000 alberi e palme e più di 100.000 arbusti, distribuiti su oltre 21.000 metri quadrati, con circa 120 specie provenienti da differenti parti del mondo.
Al centro del complesso si trova una cascata interna di circa 40 metri. L’acqua piovana viene raccolta, purificata e riutilizzata nel sistema della cascata.
Il significato va oltre l’impatto visivo.
Un aeroporto, luogo normalmente associato a grandi strutture artificiali e tecnologia, dimostra che vegetazione, acqua, luce e infrastrutture possono essere progettate come parti di uno stesso ambiente.
Lo stesso principio può essere studiato per stazioni, ospedali, scuole, università, edifici pubblici e nuovi quartieri.
Acqua: trasformare la vulnerabilità in pianificazione
Singapore possiede risorse territoriali limitate e ha dovuto affrontare con particolare attenzione la propria sicurezza idrica.
Il Paese ha sviluppato una strategia basata su quattro fonti di approvvigionamento, i “Four National Taps”: acqua raccolta localmente, acqua importata, acqua usata sottoposta a trattamento avanzato e riutilizzata attraverso il sistema NEWater, e acqua marina desalinizzata.
Il principio è importante: raccogliere, depurare, riutilizzare, diversificare e ridurre gli sprechi.
La gestione dell’acqua dovrebbe essere considerata una politica strategica, soprattutto in un’epoca nella quale siccità, crescita urbana e cambiamento climatico aumentano la pressione sulle risorse disponibili.
Il confronto con altre realtà mostra quanto sia rilevante il problema delle infrastrutture. In Italia, ad esempio, secondo ISTAT, nel 2022 le perdite complessive delle reti comunali di distribuzione erano pari al 42,4% dell’acqua immessa in rete, equivalenti a circa 3,4 miliardi di metri cubi.
Ridurre le perdite può quindi essere importante quanto trovare nuove fonti d’acqua.
Produrre cibo in poco spazio
La scarsità di territorio ha favorito anche la ricerca di nuove modalità di produzione alimentare.
Agricoltura urbana, coltivazioni verticali e sistemi idroponici permettono di coltivare alcuni ortaggi senza il terreno agricolo tradizionale, utilizzando acqua e nutrienti in ambienti controllati.
Non significa che tutta l’agricoltura di Singapore sia priva di pesticidi o che questi sistemi possano sostituire l’agricoltura convenzionale.
Rappresentano piuttosto un’altra applicazione dello stesso principio: utilizzare ricerca e tecnologia per rispondere a una limitazione strutturale.
Per le grandi città del futuro, sicurezza alimentare e produzione locale meritano di entrare sempre più nella pianificazione urbana.
Muoversi diversamente
Una città sostenibile richiede anche alternative credibili all’utilizzo sistematico dell’automobile privata.
Trasporto pubblico efficiente, percorsi pedonali, collegamenti verdi, ciclabilità e spazi dedicati all’attività fisica possono ridurre la pressione del traffico e contemporaneamente favorire una vita più attiva.
La pianificazione urbana diventa così anche uno strumento di qualità della vita.
Parchi e percorsi verdi non servono soltanto a migliorare il paesaggio: permettono alle persone di camminare, correre, incontrarsi e praticare attività fisica. La stessa pianificazione territoriale di Singapore attribuisce agli spazi verdi anche funzioni ricreative e di benessere.
Tecnologia, ma con uno scopo
Il concetto di “smart city” viene spesso associato a sensori, digitalizzazione e automazione.
Ma una città non diventa realmente intelligente semplicemente perché utilizza molta tecnologia.
La questione fondamentale è come quella tecnologia viene utilizzata.
Può ridurre il consumo di acqua ed energia, migliorare i trasporti, controllare le condizioni ambientali, rendere più efficienti gli edifici, sostenere nuove forme di produzione alimentare e contribuire alla gestione delle risorse.
Singapore mostra come tecnologia e natura possano essere inserite all’interno di una strategia comune.
Il Green Plan 2030 stesso è un programma che coinvolge più ministeri e stabilisce obiettivi concreti in materia di natura, energia, vita sostenibile, economia verde e resilienza.
La riflessione della WOS-IPSP
La WOS-IPSP non propone che tutte le città diventino Singapore.
Le condizioni economiche, climatiche, territoriali e sociali sono profondamente differenti e ciò che funziona in una città-Stato tropicale non può essere semplicemente trasferito in Europa, Africa, Medio Oriente o America Latina.
La riflessione riguarda piuttosto il metodo.
Ogni città può individuare le proprie priorità: ridurre le perdite d’acqua, piantare alberi, migliorare il trasporto pubblico, recuperare aree degradate, favorire lo sport, introdurre criteri biofilici nei nuovi edifici o investire nella produzione alimentare urbana.
Non è necessario realizzare tutto contemporaneamente.
È necessario avere una visione e iniziare a costruirla.
Dichiarazione dell’Amb. Alfredo Maiolese
Alfredo Maiolese, Segretario Generale della WOS-IPSP e Ambasciatore at Large, ha dichiarato:
“In Singapore vedo un modello esemplare non soltanto per ciò che è stato realizzato, ma soprattutto per il metodo e per la capacità decisionale della politica che ha permesso di svilupparlo attraverso studi, ricerca e progetti.
Dietro il verde, l’efficienza dei trasporti, la gestione dell’acqua, la tecnologia e la qualità degli spazi urbani vi sono decisioni prese molti anni prima. Questo dimostra quanto sia importante una politica capace di guardare oltre l’immediato e di progettare pensando anche alle generazioni future.
La WOS-IPSP non pretende che tutte le città del mondo diventino Singapore. Sarebbe irrealistico. Ogni Paese dispone di risorse, condizioni climatiche, dimensioni e possibilità economiche differenti. Chiediamo invece una riflessione sulla necessità di adottare politiche lungimiranti, con obiettivi progressivi e concretamente realizzabili.
Esiste poi una questione ancora più grande.
Nel mondo, guerre e armamenti hanno assorbito e continuano ad assorbire enormi risorse economiche. Pensiamo a quanto una parte di queste risorse avrebbe potuto realizzare se fosse stata destinata ad acquedotti, ospedali, scuole, trasporti, ricerca, sicurezza alimentare, ambiente e infrastrutture per il benessere dei cittadini.
Le guerre non distruggono soltanto il presente. Distruggono infrastrutture, interrompono lo sviluppo e sottraggono risorse al futuro. Il loro costo può quindi continuare a essere pagato per generazioni da persone che quelle guerre non le hanno neppure decise.
Per questo la pace non è soltanto assenza di guerra. La pace è anche la condizione che permette agli Stati di progettare, investire e costruire.
Singapore ci ricorda che molti risultati di cui una popolazione beneficia oggi derivano da decisioni assunte anni o decenni prima.
Allo stesso modo, ciò che i governi decidono oggi determinerà in larga misura la qualità della vita di chi verrà dopo di noi.
La politica più lungimirante è quella che utilizza le risorse del presente per costruire benessere, sicurezza e opportunità per le generazioni future, anziché lasciare loro il costo delle nostre divisioni.”
Guardare oltre il presente
L’esperienza di Singapore non offre una formula universale.
Offre una domanda che ogni amministrazione può porsi: che città stiamo lasciando alla prossima generazione?
La risposta non dipende esclusivamente dalla disponibilità economica.
Dipende anche dalla capacità di pianificare, stabilire priorità, utilizzare responsabilmente le risorse e mantenere una direzione nel tempo.
La cooperazione internazionale può contribuire a condividere conoscenze, tecnologie e buone pratiche, adattandole alle differenti realtà nazionali.
La WOS-IPSP considera questa visione parte di un concetto più ampio di pace e sicurezza: creare le condizioni affinché lo sviluppo di oggi contribuisca al benessere di domani.
Segretariato Generale
WOS-IPSP – World Organization of States
International Parliament for Safety and Peace


