Genocidio in Birmania

Il genocidio in Birmania, lo scenario di morte che pubblichiamo in segno di solidarietà alla minoranza etnica musulmana Rohingya, che, secondo i rapporti delle Nazioni Unite, sono una delle minoranze più perseguitate nel mondo. Più di 100 000 Rohingya vivono in campi per sfollati, le autorità birmane proibiscono loro di lasciarli, non hanno il diritto di migliorare la loro condizione e nel 2012 riescono a far sentire la loro voce al mondo intero grazie ad una rivolta nella quale, inevitabilmente, hanno avuto la peggio. Nel silenzio del mondo le loro condizioni sono peggiorate. Nel 2017 un’altra rivolta ha riacceso i riflettori su questo massacro e ad alta voce ci accodiamo agli appelli di Medici senza Frontiere, Save the Children, Amnesty International e diversi capi di stato e capi religiosi, tra cui Papa Francesco, che ha recentemente visitato il popolo Rihingya rifugiato in Bangladesh, per cessare i crimini che continuano in questo paese, le foto sono tristemente significative.

Possiamo dire che le guerre, le pestilenze, le privazioni, le carestie degli ultimi 2000 anni, non sono serviti a nulla e nulla stanno facendo le grandi potenze per educare le nuove generazioni. è una vergogna e una sconfitta per l’umanità.

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