Roma, 28 luglio 2026 – In occasione della Giornata Mondiale contro l’Epatite (World Hepatitis Day), la comunità internazionale rinnova l’impegno a favore della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’accesso universale alle cure per le epatiti virali, patologie che continuano a rappresentare una significativa sfida per la salute pubblica mondiale.
Promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la ricorrenza del 2026 richiama l’attenzione sulla necessità di rimuovere gli ostacoli che limitano l’accesso ai servizi sanitari essenziali, rafforzare i programmi di vaccinazione, ampliare lo screening e garantire trattamenti efficaci, con l’obiettivo di eliminare l’epatite virale come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.
Nonostante i progressi della ricerca scientifica e la disponibilità di strumenti efficaci di prevenzione e cura, milioni di persone nel mondo convivono ancora con l’infezione senza aver ricevuto una diagnosi. Tale situazione continua a determinare un elevato numero di casi di cirrosi epatica, carcinoma del fegato e decessi evitabili, evidenziando l’importanza di investimenti costanti nei sistemi sanitari nazionali e nella cooperazione internazionale.
In questo contesto, la World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), organizzazione intergovernativa, sostiene le iniziative multilaterali volte a rafforzare la sicurezza sanitaria globale, promuovere la cooperazione tra gli Stati e favorire politiche pubbliche orientate alla prevenzione, alla tutela della salute e alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure.
La salute rappresenta uno dei pilastri della sicurezza umana e dello sviluppo sostenibile. Il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 richiede un impegno condiviso tra Governi, organizzazioni internazionali, istituzioni sanitarie, comunità scientifica e società civile, affinché diagnosi, vaccini e cure siano realmente accessibili a tutte le popolazioni.
La Giornata Mondiale contro l’Epatite costituisce pertanto un’occasione per riaffermare il valore della cooperazione internazionale quale strumento essenziale per costruire sistemi sanitari più resilienti, proteggere la dignità della persona e contribuire a un futuro in cui malattie prevenibili non rappresentino più una minaccia per la pace, lo sviluppo e il benessere delle comunità.
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