WOS-IPSP richiama il principio dell’uguaglianza sovrana mentre i leader mondiali si riuniscono all’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite
23 settembre 2026
NEW YORK / ROMA – Capi di Stato e di Governo e rappresentanti di alto livello sono riuniti presso la sede delle Nazioni Unite a New York per il Dibattito Generale dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale, in programma dal 22 al 28 settembre 2026 sotto il tema “Restoring trust, managing transformation: a United Nations that delivers for all”.
La World Organization of States – WOS-IPSP, organizzazione intergovernativa, considera questo appuntamento un momento significativo per riaffermare il valore del multilateralismo, del diritto internazionale, della diplomazia e dell’uguaglianza sovrana degli Stati.
In una fase internazionale caratterizzata da conflitti, tensioni geopolitiche, crisi umanitarie e crescente sfiducia nelle istituzioni multilaterali, il dialogo tra gli Stati rimane uno strumento essenziale per prevenire l’escalation, favorire soluzioni diplomatiche e preservare la pace.
L’Assemblea Generale rappresenta uno dei luoghi nei quali il principio dell’uguaglianza tra gli Stati trova la sua espressione più evidente: ciascuno dei 193 Stati membri dispone di un voto, indipendentemente dalla dimensione territoriale, dalla popolazione, dalla forza economica o dalla capacità militare.
È un principio che richiama direttamente la riflessione promossa dalla WOS-IPSP attraverso l’iniziativa “One State, One Vote”: la sovranità di uno Stato non può essere misurata attraverso la sua grandezza geografica o la sua potenza.
“Ricostruire la fiducia nel sistema multilaterale significa innanzitutto garantire che ogni Stato possa essere ascoltato. Un piccolo Stato non rappresenta una piccola sovranità. Il diritto internazionale non dovrebbe conoscere Stati più importanti e Stati meno importanti: dovrebbe conoscere Stati sovrani, chiamati a contribuire, in condizioni di dignità e rispetto, alla costruzione della pace”, dichiara Alfredo Maiolese, Segretario Generale della WOS-IPSP.
Secondo la WOS-IPSP, il rafforzamento del multilateralismo richiede anche una diplomazia capace di andare oltre le sole relazioni tradizionali tra governi. La prevenzione dei conflitti passa attraverso il dialogo interculturale e interreligioso, il coinvolgimento della società civile, dei giovani, delle comunità locali, del mondo accademico e dello sport.
Questa visione amplia gli strumenti della diplomazia preventiva: costruire relazioni tra le società prima che le divisioni diventino conflitti, creare occasioni di conoscenza reciproca e sviluppare spazi nei quali le differenze culturali e religiose possano trasformarsi da possibili fattori di tensione in strumenti di cooperazione.
In tale prospettiva si inserisce anche l’Alto Patrocinio della WOS-IPSP all’iniziativa internazionale “Un Calcio alla Guerra”, che utilizza lo sport, il dialogo tra comunità e la partecipazione delle istituzioni come strumenti simbolici e concreti di educazione alla pace.
“La diplomazia del nostro tempo non può iniziare soltanto quando una crisi è già esplosa. Dobbiamo costruire la pace prima del conflitto, lavorando tra gli Stati ma anche all’interno delle società. Diplomazia istituzionale e diplomazia sociale devono diventare complementari”, aggiunge Maiolese.
La WOS-IPSP sostiene il ruolo centrale delle Nazioni Unite e considera il rafforzamento delle istituzioni multilaterali, insieme alla loro capacità di adattarsi alle trasformazioni del sistema internazionale, una componente fondamentale per preservare la pace e la sicurezza internazionale.
L’81ª sessione dell’Assemblea Generale pone al centro il tema della ricostruzione della fiducia. Per la WOS-IPSP, questa fiducia passa anche dalla capacità della comunità internazionale di assicurare che nessuno Stato venga considerato troppo piccolo per essere ascoltato e nessuna società troppo distante per essere coinvolta nel processo di costruzione della pace.
La pace non dipende soltanto dall’assenza della guerra. Dipende dalla capacità di costruire, ogni giorno, le condizioni che rendano la guerra meno possibile.


