La World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS‑IPSP) richiama l’attenzione della comunità internazionale su una realtà ormai strutturale. L’inquinamento non è più un effetto collaterale isolato dello sviluppo, ma un sistema interconnesso che coinvolge traffico e mobilità, modelli industriali, filiere alimentari e scelte finanziarie. La sua persistenza compromette la salute pubblica, accelera il degrado ambientale e alimenta disuguaglianze che, nel medio periodo, diventano fattori di instabilità e conflitto.
Le emissioni prodotte dal settore automobilistico e dai trasporti incidono in modo diretto sulla qualità dell’aria nelle aree urbane, colpendo in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili della popolazione. Parallelamente, i processi industriali ad alta intensità energetica continuano a generare inquinanti atmosferici e scarichi nocivi, spesso concentrati in territori già fragili dal punto di vista sociale ed economico. A ciò si aggiunge l’impatto ambientale di un modello agroalimentare orientato alla massimizzazione dei volumi, che consuma suolo, acqua e biodiversità, e produce rifiuti e emissioni lungo l’intera catena del valore.
In questo quadro, la speculazione finanziaria rappresenta un moltiplicatore di rischio. L’interesse di breve periodo, scollegato da criteri ambientali e sociali, tende a privilegiare rendimenti immediati a scapito della sostenibilità. Quando l’ambiente è trattato come una variabile esterna e non come un bene comune, il costo reale dell’inquinamento viene trasferito alle comunità e alle generazioni future. Questo squilibrio mina la fiducia nelle istituzioni e ostacola la cooperazione internazionale necessaria per affrontare sfide che non conoscono confini.
La WOS-IPSP ribadisce che la tutela dell’ambiente è parte integrante della sicurezza collettiva e della pace duratura. Non si tratta di un tema settoriale, ma di una responsabilità di governance che richiede politiche coerenti, trasparenza nei mercati, regolazione efficace e un impegno condiviso tra Stati, imprese e società civile. La transizione verso modelli produttivi e finanziari responsabili non è solo un dovere etico, ma una condizione essenziale per prevenire crisi future.
Affrontare l’inquinamento significa riconoscere che la prosperità non può essere costruita sulla degradazione dell’ambiente. La comunità internazionale è chiamata a scegliere se continuare a inseguire interessi speculativi di breve respiro o se investire in un futuro fondato su equilibrio, responsabilità e cooperazione. La pace, come la sicurezza, passa anche da qui.


