Nei primi mesi del 2026 l’attenzione della comunità internazionale continua a concentrarsi sul ruolo della International Criminal Court e, in particolare, sulla funzione della sua Assemblea degli Stati Parte, organo che riunisce i Paesi aderenti allo Statuto di Roma e che costituisce il cuore politico-istituzionale del sistema di giustizia penale internazionale.
L’Assemblea degli Stati Parte non è un tribunale, bensì il foro intergovernativo che garantisce la governance della Corte, ne approva il bilancio, ne elegge i giudici e il Procuratore, e ne tutela l’indipendenza. L’ultima sessione ordinaria si è svolta nel dicembre 2025 presso la sede dell’Aia, confermando il sostegno degli Stati membri alla lotta contro i crimini più gravi che minacciano la comunità internazionale nel suo insieme. Non risultano, allo stato attuale, sessioni plenarie in corso in questi giorni, mentre la prossima riunione ordinaria è prevista per dicembre 2026 a New York.
In un contesto globale segnato da conflitti armati, tensioni geopolitiche e crisi umanitarie, il rafforzamento degli strumenti multilaterali di giustizia rappresenta una condizione imprescindibile per la credibilità dell’ordine internazionale fondato sul diritto. La responsabilità individuale per genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimine di aggressione non può rimanere un principio astratto, ma deve tradursi in cooperazione effettiva tra Stati e istituzioni.
In qualità di Segretario Generale della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), Alfredo Maiolese ha dichiarato:
«La giustizia internazionale non deve essere percepita come uno strumento selettivo o politico, bensì come un presidio universale a tutela della dignità umana. L’Assemblea degli Stati Parte rappresenta un momento fondamentale di responsabilità collettiva: gli Stati che hanno scelto di aderire allo Statuto di Roma hanno il dovere morale e giuridico di garantire piena cooperazione alla Corte. Senza cooperazione non vi è giustizia; senza giustizia non vi è pace duratura».
La WOS-IPSP, nel rispetto delle competenze delle istituzioni internazionali esistenti e nel quadro del diritto internazionale, ribadisce l’importanza di un sistema multilaterale forte, coerente e non strumentalizzato. Il dialogo tra organizzazioni intergovernative, istituzioni giudiziarie internazionali e società civile deve essere orientato alla prevenzione dei conflitti, alla protezione dei civili e alla promozione della responsabilità individuale per i crimini più gravi.
Il rafforzamento dell’architettura della giustizia penale internazionale non è solo una questione giuridica, ma un passaggio essenziale verso un nuovo equilibrio globale fondato su sicurezza, legalità e rispetto della persona umana. In tale prospettiva, l’Assemblea degli Stati Parte continua a rappresentare un pilastro centrale del sistema internazionale contemporaneo.