Il 21 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre, ricorrenza dedicata alla tutela della diversità linguistica e alla promozione del multilinguismo come strumento di dialogo e coesione tra i popoli.
La lingua madre non è soltanto un mezzo di comunicazione. Essa rappresenta memoria storica, identità collettiva, patrimonio spirituale e visione del mondo. Ogni lingua custodisce tradizioni, conoscenze e valori tramandati di generazione in generazione. Quando una lingua si estingue, l’umanità perde una parte della propria ricchezza culturale.
In un contesto globale caratterizzato da mobilità, innovazione tecnologica e interconnessione permanente, la tutela delle lingue minoritarie diventa una responsabilità condivisa. La salvaguardia della pluralità linguistica contribuisce alla stabilità sociale, previene marginalizzazioni culturali e rafforza il rispetto reciproco tra comunità diverse.
Per la World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace, organizzazione internazionale impegnata nella promozione della sicurezza culturale e della cooperazione tra gli Stati, la difesa delle lingue madri rientra pienamente tra le azioni volte a consolidare una pace autentica e duratura. Il rispetto dell’identità linguistica è parte integrante della dignità umana e della partecipazione democratica.
Come affermato da Alfredo Maiolese, Secretary General della WOS-IPSP: “Proteggere una lingua significa proteggere un popolo. Dove la diversità viene rispettata, la pace trova terreno fertile per crescere”.
L’educazione nella lingua madre, specialmente nei primi anni scolastici, favorisce l’inclusione, migliora l’apprendimento e rafforza l’autostima individuale. Parallelamente, l’integrazione delle lingue meno diffuse negli strumenti digitali rappresenta una sfida strategica per evitare nuove forme di esclusione culturale nell’era tecnologica.
La Giornata Internazionale della Lingua Madre costituisce quindi un richiamo concreto per gli Stati, le istituzioni accademiche e le organizzazioni internazionali a sviluppare politiche pubbliche che valorizzino il pluralismo linguistico come elemento di stabilità e cooperazione globale.
La diversità linguistica non è un ostacolo all’unità, ma una sua condizione essenziale. Nel riconoscere e tutelare le lingue madri, si rafforza il dialogo tra civiltà e si costruiscono le fondamenta di una pace fondata sul rispetto, sulla comprensione reciproca e sulla responsabilità condivisa tra le nazioni.