Nel dibattito internazionale, le emergenze umanitarie vengono spesso associate a fenomeni stagionali, tra cui il periodo invernale. È tuttavia necessario adottare una lettura equilibrata e globale della realtà, evitando generalizzazioni che non tengono conto della diversità geografica, climatica e sociale dei contesti in cui vivono le popolazioni.
Non tutte le regioni del mondo affrontano l’inverno allo stesso modo, né tutte le aree del pianeta sono interessate da condizioni climatiche rigide nello stesso periodo dell’anno. In molte zone, le criticità legate alla sicurezza umana sono connesse ad altri fattori strutturali quali l’accesso alle risorse, la stabilità istituzionale, la sicurezza alimentare, le infrastrutture sanitarie e la capacità di risposta delle autorità locali.
Le situazioni di vulnerabilità non possono quindi essere lette esclusivamente attraverso una lente stagionale. Le emergenze umanitarie esistono in forme diverse e in momenti differenti, e richiedono risposte calibrate, fondate sull’analisi dei contesti specifici e sul rispetto delle priorità definite dalle comunità interessate.
In questo quadro, il ruolo delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni multilaterali non è quello di semplificare la complessità, ma di favorire un approccio responsabile, coordinato e non selettivo alla protezione delle persone più vulnerabili. La cooperazione internazionale deve basarsi su criteri di equità, sostenibilità e ascolto, evitando narrazioni unidimensionali che rischiano di distorcere la percezione dei bisogni reali.
A questo proposito, Ambasciatore at Large Alfredo Maiolese, Segretario Generale del World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), ha dichiarato:
«La sicurezza umana non può essere affrontata attraverso schemi semplificati o letture esclusivamente stagionali. Le vulnerabilità variano da territorio a territorio e richiedono risposte fondate sull’analisi dei contesti locali, sulla cooperazione multilaterale e sul rispetto delle priorità espresse dalle comunità interessate.»
Il WOS-IPSP ribadisce la necessità di promuovere una visione globale della sicurezza umana, capace di tenere conto delle differenze territoriali e delle molteplici forme di fragilità, rafforzando il dialogo tra Stati, istituzioni e società civile.
Solo attraverso un approccio multilaterale, informato e rispettoso delle specificità locali è possibile costruire risposte efficaci e durature alle sfide umanitarie contemporanee, nel pieno rispetto della dignità umana e dei principi fondamentali del diritto internazionale.