The international community has spent an entire century striving to ensure that chemical weapons never again stain the conscience of humanity. One hundred years after the early multilateral efforts that followed the devastation of World War I, the world continues to reaffirm a shared moral and legal responsibility: chemical agents have no place in any conflict and their very existence represents a direct threat to global security and human dignity.
From the first large-scale attacks in 1915, which caused more than one hundred thousand deaths and left over a million soldiers and civilians permanently injured, the global outcry gradually shaped a framework of norms that culminated in the 1925 Geneva Protocol. While the Protocol prohibited the use of chemical weapons, it was only with the entry into force of the Chemical Weapons Convention (CWC) in 1997 that a comprehensive international ban on development, production, stockpiling and transfer became legally binding for states.
Today, thanks to the work of the Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW), more than ninety-nine percent of all declared stockpiles worldwide have been safely destroyed. This achievement demonstrates that multilateral cooperation can bring tangible results even on the most complex security challenges. Yet the continued use of toxic agents in certain conflict zones and the attempts by non-state groups to acquire chemical precursors remind us that the threat has not disappeared.
As an Intergovernmental Organization committed to peace, dialogue and the protection of civilians, the WOS-IPSP renews its support for all states and institutions engaged in strengthening verification mechanisms, improving early warning systems and promoting accountability for any violation of international law. The suffering endured by the victims of chemical warfare obliges us to remain vigilant and united.
The elimination of chemical weapons is not merely a technical process; it is a moral imperative rooted in the defence of humanity itself. Ensuring that the next generations will never again face such weapons requires sustained diplomatic cooperation, scientific responsibility and a culture of peace that rejects all forms of indiscriminate violence.
Italian
Eliminare la Minaccia Globale delle Armi Chimiche: Un Impegno Secolare a Difesa dell’Umanità
La comunità internazionale ha dedicato un intero secolo a impedire che le armi chimiche tornassero a macchiare la coscienza dell’umanità. A cento anni dai primi tentativi multilaterali nati dopo la devastazione della Prima guerra mondiale, il mondo continua a riaffermare una responsabilità morale e giuridica condivisa: gli agenti chimici non hanno alcun posto nei conflitti e la loro stessa esistenza rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza globale e alla dignità umana.
Dai primi attacchi su larga scala del 1915, che provocarono oltre centomila morti e più di un milione di feriti permanenti tra civili e militari, l’indignazione mondiale ha progressivamente costruito un sistema di norme culminato nel Protocollo di Ginevra del 1925. Sebbene il Protocollo vietasse l’uso delle armi chimiche, è soltanto con l’entrata in vigore della Convenzione sulle Armi Chimiche (CWC) nel 1997 che il divieto di sviluppo, produzione, immagazzinamento e trasferimento è diventato giuridicamente vincolante per gli Stati.
Oggi, grazie al lavoro dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC), oltre il novantanove per cento dei depositi dichiarati è stato smantellato in modo sicuro. Questo risultato dimostra che la cooperazione multilaterale può produrre progressi concreti anche nelle sfide più complesse. Tuttavia, l’uso sporadico di agenti tossici in alcune aree di conflitto e i tentativi di gruppi non statali di ottenere precursori chimici ricordano che la minaccia non è scomparsa.
In qualità di Organizzazione Intergovernativa impegnata nella pace, nel dialogo e nella protezione dei civili, il WOS-IPSP rinnova il proprio sostegno a tutti gli Stati e alle istituzioni che lavorano per rafforzare i meccanismi di verifica, migliorare i sistemi di allerta precoce e garantire responsabilità per ogni violazione del diritto internazionale. Le sofferenze delle vittime delle guerre chimiche ci obbligano a restare vigili e uniti.
L’eliminazione delle armi chimiche non è un semplice processo tecnico; è un imperativo morale radicato nella difesa della vita umana. Assicurare che le future generazioni non affrontino mai più tali strumenti di distruzione richiede una cooperazione diplomatica costante, un uso etico della scienza e una cultura della pace che rifiuti ogni forma di violenza indiscriminata.


