Le recenti tensioni interne in Iran hanno riportato al centro dell’attenzione internazionale il tema della tutela della popolazione civile e del rispetto dei diritti fondamentali in contesti di protesta e instabilità interna. Le informazioni provenienti dal Paese indicano un quadro complesso, caratterizzato da un uso esteso delle misure di sicurezza e da gravi difficoltà nella verifica indipendente dei fatti, anche a causa delle restrizioni alle comunicazioni e all’accesso alle informazioni.
Secondo organizzazioni per i diritti umani e centri di monitoraggio indipendenti, il numero delle vittime registrate nel corso delle repressioni varia in modo significativo a seconda delle fonti disponibili. Alcune stime confermate parlano di migliaia di morti, mentre altre valutazioni, provenienti da media e reti di opposizione esterne al Paese, indicano cifre sensibilmente più elevate, che non risultano tuttavia verificabili in modo indipendente allo stato attuale. Questa incertezza informativa rappresenta essa stessa un elemento critico sul piano della trasparenza e della responsabilità.
Il diritto internazionale dei diritti umani stabilisce che l’uso della forza da parte delle autorità statali deve essere sempre limitato, necessario e proporzionato, con l’obiettivo primario di proteggere la vita umana. Anche in situazioni di ordine pubblico compromesso, la protezione dei civili resta un obbligo inderogabile e costituisce un parametro essenziale per valutare la legittimità dell’azione statale.
Nel caso dell’Iran, le restrizioni alle libertà fondamentali, incluse quelle di espressione, informazione e manifestazione pacifica, sollevano interrogativi rilevanti sul rispetto degli impegni internazionali assunti dallo Stato in materia di diritti civili e politici. L’impossibilità per osservatori indipendenti di accedere pienamente alle aree interessate rende ancora più urgente un impegno multilaterale volto a favorire chiarezza, responsabilità e tutela delle persone coinvolte.
Il World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP) richiama il principio secondo cui la sicurezza e la stabilità non possono essere perseguite attraverso l’uso indiscriminato della forza, ma attraverso il rispetto del diritto internazionale, il dialogo e la protezione della dignità umana. La prevenzione delle escalation violente e la salvaguardia dei civili rappresentano elementi imprescindibili per una pace duratura.
In un sistema internazionale fondato sulla cooperazione tra Stati, la responsabilità nei confronti delle popolazioni civili assume una dimensione che supera i confini nazionali. La trasparenza, il rispetto delle norme internazionali e l’apertura al dialogo con i meccanismi multilaterali di tutela dei diritti umani costituiscono strumenti essenziali per ristabilire fiducia e prevenire ulteriori deterioramenti della situazione.


