Nella giornata di ieri, a Davos, nel quadro delle attività del World Economic Forum, si sono svolti incontri e momenti di confronto che hanno posto al centro del dibattito internazionale il futuro del multilateralismo, la stabilità globale e la responsabilità condivisa degli attori istituzionali di fronte alle attuali crisi geopolitiche, economiche e sociali.
Il contesto del Forum ha offerto uno spazio di dialogo ad alto livello tra rappresentanti politici, istituzionali, economici e della società civile, evidenziando come il sistema internazionale stia attraversando una fase di profonda trasformazione. In particolare, è emersa la crescente necessità di rafforzare il rispetto dei principi fondamentali del diritto internazionale, della sovranità degli Stati e dell’autodeterminazione dei popoli, messi sotto pressione da tensioni geopolitiche, competizione strategica e retoriche di potenza.
Nel corso dei confronti è stato sottolineato come la pace e la sicurezza non possano essere considerate effetti automatici dello sviluppo economico, ma richiedano un impegno politico consapevole, fondato sul dialogo, sulla cooperazione e sulla prevenzione dei conflitti. In questo senso, il multilateralismo è stato richiamato non come formula astratta, ma come strumento concreto per gestire la complessità del mondo contemporaneo e per evitare derive unilaterali potenzialmente destabilizzanti.
Il World Economic Forum di Davos ha confermato il valore di spazi neutrali di confronto, nei quali visioni diverse possono incontrarsi senza precondizioni ideologiche, favorendo un clima di ascolto e di responsabilità collettiva. In un momento storico segnato da incertezza e frammentazione, tali contesti assumono un ruolo essenziale nel mantenere aperti i canali di comunicazione tra Stati, istituzioni e comunità internazionali.
Per la World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), il dibattito emerso a Davos rappresenta un ulteriore richiamo all’urgenza di promuovere una cultura della pace basata sul rispetto, sulla cooperazione e sulla centralità della persona umana. La costruzione di un ordine internazionale più giusto e sicuro passa attraverso scelte responsabili e un dialogo continuo, capace di trasformare le differenze in opportunità di comprensione e di progresso condiviso.


