La Terza Edizione di Un Calcio alla Guerra prende forma come evoluzione naturale di un percorso che ha già dimostrato la propria forza civile, istituzionale e umana. Dopo le edizioni precedenti, l’iniziativa entra in una fase nuova, più ampia e strutturata, pensata per coinvolgere territori, amministrazioni locali, comunità e cittadini in un progetto condiviso di pace, dialogo e responsabilità sociale.

In Italia il progetto nasce dal basso, attraverso una rete di Comuni che hanno scelto di credere nel valore dello sport come linguaggio universale e strumento di cooperazione tra persone e istituzioni. Il coinvolgimento di enti locali già protagonisti delle precedenti edizioni, insieme all’adesione progressiva di nuovi Comuni, consente di costruire una piattaforma territoriale solida, capace di garantire continuità all’iniziativa e di rafforzarne l’impatto pubblico e simbolico.

All’interno di questo quadro, la European Muslims League svolge il ruolo di soggetto organizzatore operativo sul territorio italiano, coordinando le attività logistiche, relazionali e di dialogo sociale in collaborazione con le amministrazioni locali e con le realtà della società civile. In questo contesto, l’azione della European Muslims League si colloca esclusivamente sul piano operativo e territoriale, mentre l’indirizzo istituzionale e la promozione internazionale del progetto restano in capo al World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace.

La Terza Edizione di Un Calcio alla Guerra si apre inoltre a una dimensione più partecipativa, integrando momenti di coinvolgimento popolare come una marcia o corsa per la pace, pensata per ampliare la partecipazione e rendere i cittadini parte attiva di un messaggio collettivo che supera confini politici, culturali e religiosi, promuovendo il dialogo tra comunità e culture diverse.

La Terza Edizione è prevista per il mese di settembre 2026 e si svolgerà a Genova, Italia, all’interno di uno stadio prestigioso, scelto come luogo simbolico di incontro tra istituzioni, comunità e cittadini, nel segno della pace e della cooperazione tra territori.

Il progetto si colloca in una prospettiva nazionale e internazionale, con una struttura organizzativa che vede attivi uffici operativi a Genova, Roma, Ginevra e Tunisi, a testimonianza di una rete già in movimento e di una visione che guarda oltre il singolo territorio. In questo contesto, l’Italia rappresenta il punto di partenza naturale di un’iniziativa che nasce dai Comuni e si apre al dialogo con altri Paesi e con altre realtà istituzionali.

Un Calcio alla Guerra non è solo un evento sportivo, ma un processo che mette al centro le persone, i territori e le nuove generazioni. La Terza Edizione si propone di consolidare quanto costruito finora e di offrire uno spazio concreto di incontro tra amministrazioni, comunità e culture diverse, dimostrando che la pace può essere praticata anche attraverso gesti semplici ma condivisi.

Nota istituzionale

Il progetto Un Calcio alla Guerra è promosso a livello internazionale dal World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), organizzazione intergovernativa, ed è organizzato in Italia dalla European Muslims League, in collaborazione con enti locali e realtà della società civile.

La Terza Edizione si sviluppa come un percorso di cooperazione tra territori, con il coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali, chiamate a svolgere un ruolo attivo e simbolico nella costruzione di un messaggio di pace, dialogo e responsabilità condivisa.

La partecipazione degli enti locali avviene attraverso forme di adesione istituzionale e patrocinio morale, senza oneri organizzativi, all’interno di una cornice nazionale e internazionale che valorizza il ruolo dei Comuni come protagonisti della diplomazia dei territori.

Regolamento di partecipazione dei Comuni e impegni di cooperazione

La Terza Edizione prevede una partecipazione attiva dei Comuni aderenti, intesa come contributo istituzionale e simbolico al messaggio di pace del progetto. L’adesione non comporta oneri organizzativi per i Comuni, ma si fonda su un impegno di cooperazione e di ospitalità a favore dei giovani partecipanti, come segno concreto di fraternità tra territori.

Per i Comuni stranieri aderenti, l’impegno richiesto consiste nell’offrire al vincitore della corsa per la pace un periodo di ospitalità di tre giorni nella propria città, comprensivo di vitto e alloggio. L’ospitalità è intesa come gesto istituzionale e di amicizia tra comunità, con standard adeguati e compatibili con le disponibilità locali, anche attraverso il possibile coinvolgimento di strutture ricettive del territorio in forma di sostegno o sponsorizzazione. Le spese di viaggio restano a carico del partecipante, mentre l’accoglienza in loco è garantita dal Comune ospitante nei termini sopra indicati.

Per i Comuni italiani aderenti, l’impegno richiesto consiste nell’offrire un periodo di ospitalità di tre giorni, comprensivo di vitto e alloggio, secondo lo stesso principio di accoglienza istituzionale e collaborazione territoriale. Anche in questo caso, le spese di viaggio restano a carico del partecipante, mentre l’accoglienza in loco è garantita dal Comune ospitante per la durata prevista.

In funzione del numero di Comuni aderenti e delle disponibilità comunicate, l’organizzazione potrà estendere il meccanismo di ospitalità anche ad altri classificati, fino a un massimo indicativo di cinque o sei beneficiari complessivi, in coerenza con le adesioni effettivamente raccolte e con le condizioni offerte dai Comuni partecipanti.

A integrazione del percorso sportivo e simbolico, i Comuni aderenti potranno inoltre indicare un proprio calciatore rappresentante, che confluirà in una squadra mista internazionale dei Comuni, composta da partecipanti provenienti da diverse città e Paesi, destinata ad affrontare una squadra italiana in un momento sportivo altamente rappresentativo e coerente con lo spirito dell’iniziativa.

Tutti gli elementi operativi, le modalità di selezione dei beneficiari, il calendario delle ospitalità e le procedure di conferma saranno definiti e comunicati in modo trasparente dall’organizzazione, in raccordo con i Comuni aderenti, garantendo coerenza, serietà istituzionale e pieno rispetto della finalità di pace e dialogo che caratterizza Un Calcio alla Guerra.