WOS-IPSP richiama la comunità internazionale alla responsabilità condivisa nella difesa della dignità umana

ROMA – 29 settembre 2026 – A venticinque anni dall’adozione della Dichiarazione e Programma d’Azione di Durban (Durban Declaration and Programme of Action – DDPA), la World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP) richiama l’attenzione della comunità internazionale sulla necessità di trasformare gli impegni assunti contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e le forme connesse di intolleranza in azioni concrete, verificabili e durature.

Il 28 settembre 2026, presso la sede delle Nazioni Unite a New York, l’Assemblea Generale ha commemorato il venticinquesimo anniversario della Dichiarazione di Durban con una riunione di alto livello dedicata alla piena ed effettiva attuazione di uno dei principali quadri internazionali di riferimento nella lotta contro il razzismo e la discriminazione.

Adottata nel 2001 in occasione della Conferenza Mondiale contro il Razzismo tenutasi a Durban, in Sudafrica, la Dichiarazione ha posto al centro la dignità delle vittime e la responsabilità degli Stati e della società civile, riconoscendo che nessun Paese può considerarsi definitivamente immune dal razzismo e che il contrasto alla discriminazione richiede uno sforzo universale.

A venticinque anni di distanza, molte delle sfide individuate a Durban rimangono attuali. Alle forme tradizionali di razzismo e xenofobia si aggiungono nuovi strumenti di diffusione dell’odio attraverso l’ambiente digitale, la disinformazione e l’utilizzo non responsabile delle nuove tecnologie. La tutela della dignità umana richiede pertanto non soltanto norme efficaci, ma educazione, prevenzione, dialogo interculturale e interreligioso e una cooperazione internazionale sempre più concreta.

La Dichiarazione di Durban aveva inoltre espresso profonda preoccupazione per l’aumento dell’antisemitismo e dell’islamofobia e per le manifestazioni di violenza e intolleranza rivolte contro comunità religiose ed etniche. La persistenza di tali fenomeni conferma quanto sia necessario evitare ogni forma di selettività nella difesa dei diritti umani: la discriminazione contro una comunità non può essere considerata meno grave della discriminazione contro un’altra.

Il Segretario Generale della WOS-IPSP, Amb. Alfredo Maiolese, ha dichiarato:

“Venticinque anni dopo Durban, il messaggio fondamentale rimane straordinariamente attuale: la dignità umana non conosce razza, origine, religione o nazionalità. Non possiamo limitarci a condannare il razzismo quando assume le forme più evidenti; dobbiamo riconoscerlo e contrastarlo anche quando si manifesta attraverso la xenofobia, l’antisemitismo, l’islamofobia, l’emarginazione delle minoranze o la discriminazione dei migranti e dei rifugiati.”

Maiolese ha aggiunto:

“Le dichiarazioni internazionali acquistano pieno significato quando diventano comportamenti, educazione, legislazione e cooperazione. Nessuna società può costruire una pace duratura se una parte dei suoi cittadini vive nella paura, nell’esclusione o nella convinzione di possedere meno diritti degli altri. La sicurezza internazionale e la dignità della persona non sono obiettivi separati: sono elementi della stessa architettura di pace.”

Secondo la WOS-IPSP, la commemorazione del venticinquesimo anniversario deve rappresentare non soltanto un momento di memoria, ma un’occasione per rafforzare la cooperazione tra Stati, istituzioni internazionali, società civile, comunità religiose, mondo dell’educazione e nuove generazioni.

“La diversità non deve essere amministrata come un problema, ma riconosciuta come una componente naturale delle società contemporanee”, ha concluso Maiolese. “La pace comincia quando la dignità dell’altro viene difesa con la stessa determinazione con cui difendiamo la nostra. Durban ci ricorda che combattere il razzismo non significa proteggere soltanto una comunità: significa proteggere l’umanità nel suo insieme.”

Particolare attenzione deve essere dedicata all’educazione dei giovani, alla conoscenza reciproca tra culture e religioni e alla responsabilità delle piattaforme e delle tecnologie digitali. Gli strumenti tecnologici possono favorire conoscenza e partecipazione, ma non devono trasformarsi in moltiplicatori di pregiudizi, discriminazioni o discorsi d’odio.

La World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace ribadisce pertanto il proprio sostegno ai principi universali di dignità umana, uguaglianza, non discriminazione, dialogo tra i popoli e cooperazione internazionale, invitando istituzioni e società civile a trasformare il venticinquesimo anniversario della Dichiarazione di Durban in una rinnovata responsabilità collettiva per la pace.